Arbovirus

Chikungunya

Cryoelectron microscopy reconstruction of Chikungunya virus. From EMDB entry 5577

La chikungunya è una malattia virale, dopo un periodo di incubazione di 2-12 giorni si manifestano improvvisamente febbre e dolori alle articolazioni tali da limitare i movimenti dei pazienti (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”). Aedes albopictus può trasmettere il virus Chikungunya entro due giorni dal pasto di sangue infetto. Il virus è stato segnalato in Europa per la prima volta nel 2007. Il focolaio verificatosi in Emilia-Romagna, è stato il primo caso di trasmissione autoctona di questo virus in Europa. L’adattamento del virus a questo nuovo ospite vettore (oltre al vettore principale, Aedes desaegypti) ha causato una più efficiente replicazione e trasmissione del virus stesso da parte di Aedes albopictus. Non esistono trattamenti antivirali specifici e le cure si focalizzano primariamente nell’alleviare i sintomi. Al momento non è in commercio un vaccino contro la chikungunya


Dengue

Dengue virions on a TEM micrograph. CDC per Unviersity of South Carolina Biomedical Sciences

E’ anch’essa una malattia virale causata da quattro virus simili tra loro (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4), questi virus circolano nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, ed è in durante questa finestra di tempo che le zanzare possono trasmetterlo ad altri. I sintomi sono febbre con temperature anche molto elevate, mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. Sebbene Aedes albopictus sia considerata un vettore secondario di dengue, rispetto ad Aedes aegypti, tuttavia è noto dalla metà del diciannovesimo secolo che può trasmetterlo. Il virus dengue è trasmesso per via trans-ovarica, pertanto lo sviluppo di insetti adulti da uova infette importate può portare all’ulteriore diffusione della malattia. Non esiste un trattamento specifico per la dengue, le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure ad oggi utilizzate mirano unicamente all’abbassamento della febbre ed all’idratazione del paziente.


West Nile

Cynthia Goldsmith, P.E. Rollin, USCDCP

Il WNV è stato isolato per la prima volta nel 1937 nel distretto West Nile dell’Uganda. In Europa, l’infezione ha interessato vari paesi manifestandosi in modi differenti, in Italia, ad esempio nel 1998 si è manifestata con soli casi equini. Nel 2008 la malattia si è ripresentata nelle Regioni Emilia-Romagna e Veneto, manifestandosi principalmente negli equini. Tuttavia, sono stati individuati anche alcuni casi umani. Normalmente gli uccelli costituiscono i principali ospiti per la replicazione del WNV, che si mantiene in un ciclo di trasmissione uccello-zanzara-uccello, l’uomo e altri vertebrati, come i cavalli, sono ospiti accidentali e terminali, cioè non in grado di reinfettare una zanzara. Il periodo di incubazione va dai 2 ai 14 giorni, nella maggior parte dei casi si presenta come un’infezione asintomatica, ma può anche provocare uno stato febbrile autolimitante accompagnato da mal di testa, dolore alla schiena, mialgia, disordini nel movimento, tremore, rigidità, instabilità posturale e bradichinesia. Sono state documentati casi di trasmissione interumana tramite trasfusioni di sangue, trapianto di organi o attraverso la placenta.


Febbre gialla

PHIL. identification number #8239

Provocata da un virus appartenente al genere Flavivirus, colpisce principalmente esseri umani e. È endemica nelle aree tropicali dell’Africa, del Centro e del Sud America. L’infezione provoca varie forme di malattia, da lieve a grave fino al decesso, l’aggettivo “giallo” nel nome spiega l’ittero che colpisce alcuni dei pazienti, causando occhi e pelle gialla. I sintomi della malattia compaiono solitamente 3-6 giorni dopo l’infezione, iniziano con una fase “acuta” caratterizzata da sintomi generali quali febbre, dolori muscolari, dolori alla schiena, cefalea, brividi, mancanza di appetito, nausea e vomito; dopo circa 3-4 giorni si assiste ad un repentino miglioramento della salute del paziente; solo nel 15% dei casi la malattia può evolvere in una seconda fase detta “tossica”, caratterizzata da febbre alta, itterizia, dolori addominali associati a vomito e deterioramento delle funzioni renali. Non esiste un trattamento specifico per la febbre gialla, la vaccinazione è altamente raccomandata come misura preventiva per i viaggiatori e per chi vive in paesi endemici.
Dopo il superamento dell’infezione o della malattia conclamata, l’individuo colpito acquisisce un’immunità che dura per tutta la vita.


Dirofilaria

Dirofilaria spp. Stefan Walkowski

La dirofilaria (in particolare le specie D. immitis e D. repens) è un parassita trasmesso principalmente ai cani (o altri canidi che fungono da ospiti) dalle zanzare, tuttavia può anche infettare le persone. L’infestazione umana sintomatica è molto rara, le larve possono incapsularsi nel tessuto polmonare e produrre noduli polmonari; raramente, le larve formano noduli negli occhi, nel cervello e nei testicoli. I pazienti possono manifestare dolore toracico, tosse con presenza di sangue (emottisi). Recentemente, in Italia, è stata dimostrata la trasmissione del parassita nelle zanzare Aedes albopictus associata ad un aumento della prevalenza della dirofilariosi umana. In Europa le infezioni umane stanno aumentando sebbene sia raro che il parassita si sviluppi nella forma adulta nelle persone. Non è raccomandata alcuna terapia antielmintica nell’uomo; l’infezione è autolimitante.