Riconoscere la specie

Aedes albopictus

La zanzara tigre Aedes albopictus, (Skuse, 1894) è un insetto appartenente alla famiglia Culicidae.

Areale di distribuzione
Originaria delle foreste tropicali dell’Asia sudorientale, è considerata una delle principali specie invasive. Si è diffusa globalmente negli ultimi trent’anni attraverso il trasporto passivo delle uova in copertoni usati o piante ornamentali. Nel 1990 la prima segnalazione italiana, a Genova, successivamente si è diffusa in tutto il territorio prediligendo le zone urbane. L’Italia è ad oggi il paese europeo con maggior livello di infestazione.

La sua capacità di diffusione è dovuta a diversi fattori:
Plasticità ecologica, si sta adattando a climi più freddi o comunque diversi da quelli d’origine e, quindi, potrebbe causare la trasmissione di malattie anche in aree precedentemente non a rischio; spiccata attitudine competitiva, sfrutta differenti momenti della giornata per pungere (alba e tramonto) e non ha difficoltà a vivere e deporre in zone urbanizzate; globalizzazione; assenza di adeguate attività di sorveglianza

Pericolosità
E’ una specie generalista, si nutre del sangue di diverse tipologie di ospiti . Tuttavia, in ambiente urbano, predilige l’uomo. Le punture di questa zanzara spesso causano solo fastidio, ma a volte possono trasmettere vari tipi di arbovirus, infatti è vettore primario del virus Chikungunya e vettore secondario di Dengue e Febbre gialla, può inoltre trasmettere il parassita nematode Dirofilaria. Recentemente è stato dimostrato il coinvolgimento della zanzara tigre in focolai epidemici di Chikungunya in Italia e Francia e di dengue in Francia e Croazia, questo dato sottolinea l’importanza di effettuare appropriati piani di sorveglianza e controllo di questa specie invasiva.

Morfologia e caratteri distintivi
Lunga dai 5 ai 10 mm, l’intero corpo è di colore nero ornato da una serie di striature bianche soprattutto su addome e zampe. Si distingue dalla linea mediana argentata su sfondo nero sulla parte dorsale del torace (detta scutum).

Abitudini
Le femmine adulte sono aggressive e pungono generalmente nelle ore diurne, preferibilmente all’ aperto. Possiede la capacità di riprodursi in habitat naturali e artificiali (sottovasi, bidoni, copertoni, tombini, grondaie e qualsiasi oggetto in cui possa fermarsi l’acqua piovana). Preferisce gli habitat urbani e suburbani, vola massimo ad un metro da terra, sfrutta le correnti d’aria per spostarsi ma in ambiente urbano ha imparato a inseguire la sua preda entrando facilmente in un qualsiasi mezzo di trasporto (automobile, camion, ecc.). Capace di sostare sugli indumenti delle persone rimanendo a lungo silente. Attratte da calore, umidità, CO2 emessa con la respirazione, odori (molecole organiche emesse dalla nostra epidermide) e movimenti. È in grado di percepire gli odori fino a 70 m di distanza e la CO2 fino a 20 m.

Alimentazione
Come la maggior parte dei Culicidi, gli adulti si nutrono essenzialmente di sostanze zuccherine, solo la femmina dopo l’accoppiamento ha bisogno di approvvigionarsi di sangue per portare a maturazione le uova fecondate.


Culex pipiens

AfroBrazilian / CC BY-SA

Il genere Culex (Linnaeus, 1758) è il più grande tra quelli appartenenti alla famiglia dei Culicidae. Si tratta delle zanzare ematofaghe per eccellenza e sono il principale vettore di trasmissione di molte malattie virali e parassitiche.

Areale di distribuzione
Tipica delle aree urbane e rurali in Italia

Pericolosità
Ad oggi, Cx. pipiens molestus è l’unica specie del genere a rivestire interesse sanitario come potenziale vettore di arbovirus e filaria. Cx. pipiens è stata ripetutamente implicata nella trasmissione di WNV (West Nile Virus) nell’Europa continentale e in Nord America, poiché, pungendo abitualmente uccelli, cavalli e uomo, può costituire un vettore ponte dell’infezione da uccello a uomo.

Morfologia e caratteri distintivi
L’adulto è di colore giallo scuro, senza macchie sulle ali o zampe. Presenta delle bande chiare ai lati di ogni segmento dell’addome.

Abitudini
Le femmine adulte sono attive di notte, pungono l’uomo, altri mammiferi o uccelli, e tendono a pungere e sostare all’interno di ambienti chiusi. A differenza di altre specie di zanzare, le femmine possono deporre la prima generazione di uova anche senza pungere un ospite (autogenia). Gli adulti superano la stagione invernale in fase di latenza all’interno di rifugi «domestici» come stalle o scantinati. Le femmine prima di succhiare il sangue, inoculano della saliva che ha proprietà anticoagulanti, irritanti ed anestetiche finalizzate a facilitare la suzione del sangue. È proprio attraverso la saliva che zanzare infette di virus o parassiti possono trasmetterci l’infezione.

Alimentazione
Nei primissimi giorni di vita gli adulti si nutrono di soluzioni zuccherine di origine vegetale. Le femmine dopo l’accoppiamento effettuano il pasto di sangue. Una volta completato il pasto di sangue, la femmina attraversa una fase di riposo di 2-4 giorni, in cui digerisce il pasto di sangue e matura 100-200 uova.


Aedes aegypti  zanzara della febbre gialla

La zanzara della febbre gialla (Linneo, 1762)  è un insetto della famiglia dei Culicidae.

Areale di distribuzione
Originario dell’Africa e dell’India ma trasportato passivamente col traffico marittimo in tutte le regioni tropicali e subtropicali.

Pericolosità
All’interno del genere Aedes è tra le più pericolose in quanto vettore di molti agenti virali quali il Dengue (virus denv-1, denv-2, denv-3 e denv-4), la Chikongunya lo Zika e ovviamente la Febbre gialla.

Morfologia e caratteri distintivi
È facilmente riconoscibile grazie ad una caratteristica distintiva molto evidente, oltre al consueto corpo scuro ed a bande bianche sulle zampe, a contraddistinguerla dalle altre Aedes sono le 4 bande bianche presenti sul torace a formare un disegno simile ad una lira.

Abitudini
Da sottolineare la loro sensibilità a variazioni molto lievi della temperatura dell’aria, a volte rispondono a variazioni termiche fino a 0,05 ° C (0,09 ° F), è infatti proprio il calore del corpo della vittima ad influenzare in modo primario lo stimolo che guida tali alimentatori di sangue.

Alimentazione
È una specie fortemente antropofila in grado di svilupparsi in contenitori d’acqua presenti anche in ambito urbano. È capace di sviluppare insensibilità in pochissimo tempo all’esposizione al DEET, un effetto correlato con un declino della risposta del recettore olfattivo alla sostanza chimica (Yewhalaw, D. et al. “Multiple insecticide resistance: an impedimentm to insecticide-based malaria vector control program”. PLoS; 6, (1), e16066, 2011)


Aedes Koreicus 

Aedes koreicus (Edwards 1917) è una specie invasiva di origine asiatica, endemica in Giappone, nel nord-est della Cina, nella Corea del Sud e in alcune aree della Russia.

Nel maggio 2011 sono state trovate delle larve di questa specie di zanzara nel comune di Sospirolo (Belluno), zona in cui non c’erano mai state precedenti segnalazioni, l’anno successivo ci sono state segnalazioni in provincia di Trento e nel 2014 in un paio di località della Lombardia settentrionale. In questo momento è presente almeno in 4 regioni italiane, ed è stata segnalata anche in Svizzera, al confine con l’Italia (Suter et al., 2015 First report of the invasive mosquito species Aedes koreicus in the Swiss-Italian Border region http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4520022/pdf/13071_2015)

Pericolosità
Può trasmettere alcuni patogeni all’uomo e agli animali come l’encefalite giapponese (JEV) (Takashima & Rosen, 1989) la filariasi linfatica causata da Brugia malayi e la dirofilariosi causata da Dirofilaria immitis (nei cani) (Montarsi et al., 2015 Development of Dirofilaria immitis within the mosquito Aedes (Finlaya) koreicus, a new invasive species for Europe http://parasitesandvectors.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13071-015-0800-y)

Morfologia e caratteri distintivi
Le forme adulte di Aedes koreicus sono relativamente grandi e presentano delle macchie bianche, su sfondo nero, sulle zampe e su altre parti del corpo ma si differenziano da Aedes albopictus (zanzara tigre) per la mancanza della linea bianca longitudinale presente sul dorso

Abitudini
È tollerante al freddo e si può trovare in zone dove la zanzara tigre non è presente, sembra ben adattato per sopravvivere al trasporto indotto dall’uomo su lunghe distanze in contenitori organici, artificiali e semi-naturali, è diurna, urbana e come molte specie del suo genere si riproduce in piccole raccolte d’acqua. Punge anche l’uomo ma in modo meno aggressivo rispetto la zanzara tigre.

Alimentazione
Specie generalista non predilige l’uomo.


Aedes japonicus japonicus 

L’Aedes japonicus (Theobald, 1901) è considerata altamente invasiva (3° tra le zanzare) entra nella “Global Invasive Species Database” redatta nel 2009 dal ISSG (http://www.iucngisd.org/gisd/).

Distribuzione geografica
Questa zanzara è stata segnalata per la prima volta in Friuli-Venezia Giulia nel 2011, durante un monitoraggio volto proprio a valutarne l’espansione dall’ Austria alle zone limitrofe. I Laboratorio di Parassitologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ne confermò l’identificazione a livello biomolecolare. (fonte https://www.izsvenezie.it/)

Pericolosità
Quest specie è associata a malattie come la Dengue, la Chikungunya, West Nile e Febbre del Nilo Occidentale (WND)

Morfologia e caratteri distintivi
È molto facile confondere A. japonicus con le altre specie invasive del suo genere, il principale carattere diagnostico è la presenza di diverse linee di squame giallastre su uno sfondo nero sul torace

Abitudini
Molto simile nel comportamento alle altre zanzare del suo genere è diurna, depone uova resistenti al freddo, le sue larve hanno un elevata tolleranza alle concentrazioni organiche (European Centre for Disease Prevention and Control) è, in forma adulta, ancora più resistente al freddo della zanzara coreana. Queste caratteristiche hanno permesso a questa specie di conquistare paesi come la Svizzera, la Germania e l’Austria e di poter colonizzare anche aree del Nord Italia grazie anche alla sua capacità di resistere alla dispersione a lunga distanza (Seidel B., Montarsi F., Huemer H.P., Indra A., Capelli G., Allerberger F., Nowotny N. (2016) “First record of the Asian bush mosquito, Aedes japonicus japonicus, in Italy: invasion from an established Austrian population)

Alimentazione
come molte del suo genere, le femmine prediligono l’uomo per effettuare il pasto di sangue indispensabile per la maturazione delle uova.